Un Gesto Semplice

Il progetto ideato per finanziare l’opera, diventa il soggetto stesso della comunicazione.

Originalità e creatività: Il progetto di restauro del Ponte, finanziabile tramite la vendita dei Dadò (dunque a costo zero per l’Amministrazione), è un esempio del cosiddetto “pensiero laterale” , un modo cioè di approcciarsi ai problemi in un’ottica nuova, inusuale, che consente di superare ostacoli all’ apparenza ineludibili.

Oggi il percorso informativo e il processo di acquisto inizia su internet. attraverso i motori di ricerca e social media, per poi sportarsi su i siti delle diverse aziende, per poi concludersi con la scelta finale

Questo presuppone una presenza importante e aggiornata che supporti adeguatamente il progetto con i giusti valori

L’IDEA CHE SUPPORTA IL PROGETTO É UN GESTO SEMPLICE RICCO DI SIGNIFICATI

L’idea formulata è di personalizzare a proprio nome un piccolo spazio sul parapetto del ponte ­ che chiameremo dadò™ (un mattoncino che compone il parapetto) – con il nome di tutti i cittadini che nel mondo vorranno per sempre legare il loro nome al monumento veneziano. Con una modica somma di 10 euro, le persone interessate potranno avere il loro nome inciso in modo indelebile sulle fiancate del ponte, combinato ad un numero.

Una nuova frontiera nel modo di fare impresa, dove la comunicazione assume un ruolo determinante nella veicolazione dei valori sociali nei confronti dei consumatori e dei diversi pubblici di riferimento.

Si crea dunque la necessità di creare nuove regole per la ‘gestione del business’, modi che invadono l’operatività aziendale, dalla produzione alla comunicazione. Quest’ultima, infatti, diviene il mezzo per diffondere all’esterno la nuova ‘cultura del sociale’, così da soddisfare e convincere la crescente domanda di ‘impegno’, che gli stessi consumatori iniziano sempre più a porre quale nuova discriminante nelle loro scelte d’acquisto.

«integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.»

Per questo i brand devono comunicare il proprio ‘impegno’, così da trasformare un modus operandi in effettivo vantaggio competitivo, in nome dell’efficacia delle stesse azioni.

Non si tratta di un’operazione semplice. Questo tipo di comunicazione, proprio per gli ‘alti contenuti’ che veicola, richiede metodi, conoscenze, linguaggi e pianificazioni specifiche. La responsabilità sociale può divenire anche strumento di efficienza.

Un’opportunità ulteriore, visto che le aziende che aderiscono ai suoi principi possono di conseguenza razionalizzare gli stessi processi interni.

Senza addentrarci nella complessità di temi quali l’etica e la trasparenza, parliamo del bilancio sociale, ossia dell’utilizzo di un modello di ‘rendicontazione’ delle quantità e delle qualità di relazione tra l’impresa e la collettività.

Considerato il progetto e gli argomenti da sviluppare in questa prima fase di creazione si è cercato di individuare un’elemento che possa legare tutti gli elementi.

Partiti dal concetto del filo che traccia un percorso per arrivare ad individuare che il vero elemento cardine sia il ‘passaparola’, il valore di appartenenza e la condivisione della visione del progetto, viene trasmesso con un gesto facile e spontaneo, un bacio un abbraccio, una stretta di mano.

Angora più facile da pensare è che si possa tradurre in un gesto ancora più semplice, passare un dadò™ da una mano all’altra, da una persona all’altra per arrivare a tessere la rete della community.

“Insieme si può”

Il progetto Ponte dell’Accademia si qualifica come esempio di collaborazione pacifica tra i popoli

Senso di identità collettiva:

Nella società odierna, permeata dal forte individualismo e dalla perdita di legami forti, il progetto Ponte dell’Accademia crea una comunità globale che dialogando collabora ad un medesimo fine e si riconosce in valori condivisi

Impegno e condivisione:

Il progetto Ponte dell’Accademia costruisce le proprie basi fondanti sulla volontà di partecipazione del singolo, e sulla sua disponibilità a mobilitarsi in prima persona in nome di uno scopo comune:

l’azione del singolo diviene così azione collettiva.