[Rassegna Stampa] Schiavina non abbandona il ponte

da: La Nuova Venezia del 14 dicembre 2011

Uno sguardo oltre il ponte, proponendo un nuovo metodo di raccolta fondi per i restauri di opere pubbliche a Venezia, alternativo alle solite e impattanti maxipubblicità basato sulla partecìpazione popolare con microfinanziamenti -10 euro a testa – in cambio del proprio nome inciso sul manufatto in cubi rotanti di limitate dimensioni che ne costituirebbero i parapetti. Dopo lo stop del Comune, visto anche il parere negativo della commissione dei beni architettonici del Ministero ai Beni Culturali, al progetto di un nuovo Ponte dell’Accademia, a Venezia, l’impresa che aveva progettato l’opera, la Schiavina – a Palazzo Sandi sede dell’Ance, prestata per l’occasione dal suo presidente Enrico – a rendere noto di non voler abbandonare l’esperirnza maturata su Venezia e a dirsi pronta a utilizzare quanto acquisito con il progetto presentato il 13 dicembre dello scorso anno … per altre opere in cìttà .«Siamo disponibili a discutere con l’amministrazione comunale – ha detto Maria Carla Schiavina, presidente dell’impresa bolognese di costruzioni che ha da tempo radici anche a Venezia -per l’eventuale prossimo bando dì restauro del ponte dell’Accademia, cosi’ come a trasferire il modello proposto su altri interventi. Schiavina ha illustrato le idee alla base del progetto per l’Accademia, depositato in Comune un anno fa. Il nuovo ponte prevedeva l’utilizzo di acciaio per la realizzazione, mantenendo però al suo interno la struttura portante attuale, puntando sugli obiettivi di accessibilità, con particolare riguardo ai dìsabili, e innovazione, sia nel design che nella scelta dei materiali. Scelte – è stato detto riproponibili, come la modalità di finanziamento che prevedeva un sìstema di partecipazione e microinvestimenti in grado dì coprire i costi dell’opera: 6 milionie 400 mila euro. Un sistema trasferibile – è stato ricordato – per dare corpo ad una comunita’, nazionale e internazionale, desiderosa di sostenere in modo autonomo progetti di particolare interesse andando oltre la nozione dì sponsor, sulla base di un sistema brevettato dalla Schiavìna e battezzato “Dadò™”. Il celere restauro del Ponte dell’Accademia è in ogni caso indispensabile – come ha sottolineato il professar Massimo Majawiecki, che ha recente giudicato anche la parte strutturale del Ponte della Costituzione o di Calatrava. – per l’avanzato degrado non solo della parte lignea ma anche di quella in acciaio.

(e.t.)

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